[Aspettative: un limite alle nostre potenzialità.]

Pensare di essere ricambiati da un partner a cui siete interessati, immaginando quanta compatibilità c’è tra voi.

Rimanere delusi quando qualcuno, all’ultimo momento, dice che non piò venire alla nostra festa di compleanno.

Andare dalla parrucchiera aspettandovi di uscire con un taglio che vi piace.

Non laviamo i panni pensando che pioverà quando vediamo il cielo nero.

In questo articolo:
Le aspettative.
Influenziamo e veniamo influenzati dalle aspettative.
La trappola delle aspettative.
Qualche esempio di aspettative non realistiche.
Perché non funziona l’aspettativa.
Cosa possiamo fare? Cambiare gli schemi rigidi.
Conclusioni.  

Le aspettative:

Le aspettative sono convinzioni personali a proposito di eventi che possono verificarsi o meno.

Si formano attraverso delle supposizioni relative a ciò che crediamo debba essere, in base a quanto ci hanno insegnato e abbiamo appreso.

Sono ipotesi sul futuro, anticipazioni basate su aspetti soggettivi e oggettivi. Nascono da una complessa combinazione delle nostre esperienze, desideri e conoscenze dell’ambiente o delle persone che ci circondano.

L’aspettativa ci muove e ci permette di dare una determinata impronta alla nostra esistenza, ma è anche carica di illusioni e pretese. Quando non si realizza – cosa che accade spesso – sprofondiamo nella frustrazione e nella delusione. Ecco perché è essenziale comprendere i limiti mentali che rappresentano le aspettative.

Influenziamo e veniamo influenzati dalle aspettative.

Le aspettative culturali sono quelle che condividiamo in società e riguardano ciò che viene accettato o rifiutato.

L’immagine di noi stessi che ci siamo formati risulta carica di aspettative: quelle dei nostri genitori, della famiglia, dei professori, dei compagni di classe, degli amici, del partner, ecc.

Devo essere un buon lavoratore, un bravo studente, una persona responsabile e che si occupa della propria famiglia. Devo essere simpatico, allegro, educato, gentile, non dare mai problemi, ecc. Tutto ciò si trasforma in imposizioni che crediamo di dover osservare, perché siamo fatti così e non possiamo sgarrare.

Ciò che si attendevano da noi ha influito notevolmente sulla nostra autoconsapevolezza.

La trappola delle aspettative

La trappola delle aspettative si attiva quando proiettiamo il nostro immaginario risultato positivo alla situazione caricandoci emotivamente e  più passa il tempo e ci si avvicina all’evento, più la tensione sale.

Nel momento in cui si arriva al momento atteso, nel 90% dei casi, l’aspettativa iniziale, si trasforma in delusione poiché gli eventi non vanno mai come ce li siamo prefigurati (non veniamo ricambiati, non piove o, nonostante i nostri sforzi di essere bravi figli non veniamo riconosciuti come tali).

 Si crea quindi un picco al quale segue il crollo e la delusione.

L’intensità della delusione dipende da due fattori

  • l’ importanza di ciò che viene atteso
  • dal tempo che si passa ad attendere.

Di seguito uno schema del processo di: Illusione – Delusione.

Quando si attiva questo schema, possiamo dire che la persona si trova in uno stato di coinvolgimento emotivo.

Qualche esempio di aspettative non realistiche.

E’ successo anche a te di aver nutrito, in determinate circostanze aspettative, non realistiche?

Ecco qualche esempio:

1. La vita dovrebbe essere giusta. La vita non è giusta, alle “persone buone” accadono cose cattive. Sperare di poter eliminare problemi e difficoltà solo perché siamo “buoni” è un esempio di aspettativa non realistica.

2. Le persone devono capirmi. Di solito pensiamo che un gran numero di persone pensi come noi e che abbiamo ragione. Ma non è sempre così, ognuno ha il suo punto di vista e questo non deve corrispondere al nostro.

3. Andrà tutto bene. È una frase che ci ripetiamo spesso per infonderci fiducia, ma la verità è che se non ci assicuriamo che le cose vadano bene mettendoci al lavoro, i nostri piani potrebbero andare a rotoli in qualsiasi momento.

4. Le persone dovrebbero comportarsi bene con me. Speriamo che le persone siano gentili e disposte ad aiutarci, ma non sarà sempre così. Ad alcune persone non piaceremo e ad altri semplicemente non importiamo. Dobbiamo accettarlo.

5. Posso cambiarlo. Tendiamo a pensare che possiamo cambiare gli altri, un’aspettativa abbastanza comune nelle relazioni. Ma la verità è che il cambiamento personale deve venire dall’interno, dalla motivazione intrinseca. Possiamo aiutare una persona a cambiare, ma non possiamo cambiarla o “ripararla”.

6. Devo cambiare per gli altri.  Le aspettative ci spingono a pensare che se siamo come l’altro ci vuole ci accetterà. Ma la verità è che non potremo mai essere come l’altro ci vorrebbe nelle sue fantasie…e pendiamo noi stessi.

Perchè non funziona l’aspettativa.

L’aspettativa non funziona perché è a senso unico, la creiamo e la dirigiamo verso qualcosa o qualcuno senza tenere conto di tutti gli altri fattori che possono influire nel risultato.

È come dire: Andrà così! Senza aver neanche cominciato.

Se diretta verso un’altra persona funziona ancora meno, perché non viene tenuto conto che dall’altra parte ci sono dinamiche diverse dalle nostre.

Ciò che noi crediamo nella nostra testa che possa accadere può essere molto diverso da ciò che accade realmente.

Quante volte ci siamo “sentiti traditi da una persona” perché avrebbe dovuto agire in un certo modo ( il modo che pensavano fosse corretto) e così non è stato??

Cosa possiamo fare? Cambiare gli schemi rigidi.

Per evitare che gli schemi mentali rigidi e le aspettative ed essi collegati penalizzino il nostro modo di vivere quotidiano dobbiamo analizzare gli elementi che formano la nostra realtà:

  • Esploriamo le nostre paure: cerchiamo di capire cosa abbiamo sperimentato nel passato che ha generato uno schema rigido che ci limita nel presente.
  • Esploriamo i punti di forza: proviamo ed essere consapevoli delle nostre risorse e capacità per trasformarli in elementi preziosi per superare aspettative irrealistiche e blocchi.
  • Esploriamo i diversi punti di vista di quella realtà: non esiste un solo punto di vista, un solo modo di approcciarci alla situazione. Alleniamoci ad avere una visione allargata delle situazioni, a non farci spaventare subito da un’aspettativa che pensiamo possa essere delusa in partenza chiedendo le nostre possibilità
  • Assumiamo tutte le informazioni possibili tenendo conto di tutte le variabili, positive e negative, per vedere la situazione, la relazione sotto un’ottica di potenzialità.
  • Assumiamo un atteggiamento da “scettico” in cui dubitiamo che il pensiero legato all’aspettativa sia reale fino a quando non viviamo la situazione attesa.

Conclusioni.

Compreso il meccanismo delle nostre aspettative, impariamo a dar loro meno importanza. Accettiamo, comprendiamo, ascoltiamo ed amiamo noi stessi e le altre persone per ciò che sono, con ogni errore e successo. Ci permettiamo di essere come abbiamo bisogno di essere, permettendo anche alle altre persone di essere come abbiano necessità o voglia di essere.

È impossibile annullare le aspettative, ma è possibile modificarle alimentando un buon rapporto tra i nostri vissuti e le reazioni ad essi, non ponendo in schemi rigidi la nostra visione sulle esperienze future per saper cogliere le opportunità che ci si presenteranno.

Prenditi il tempo per osservarti e sperimentarti e se hai bisogno di un confronto a quattr’occhi mi trovi qui, oppure puoi guardare i miei percorsi individuali.

Puoi vedere anche la rubrica video #RELAZIONIAMOCI

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Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico nella relazione con sé stesse o con altri.
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