[I COPIONI NELLE RELAZIONI e LE FAMIGLIE DI ORIGINE]

C’è chi ha che fare sempre con uomini che tradiscono. Chi viene sempre tradita. Chi ha una inclinazione (inconscia) per i manipolatori. Chi per i soggetti manipolabili. Chi sceglie gli egoisti. Chi ha un debole per i “crocerossini”.

Quando ogni storia sembra iniziare e finire nello stesso modo, stiamo recitando un copione.

Copione: “un piano di vita basato su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli eventi successivi e culminante in una scelta decisiva”. Berne (1972) 

In questo articolo:

Come si acquisiscono i copioni.
Il copione di vita personale
.
Noi veniamo dalle nostre famiglie.
L’influenza della famiglia nella coppia.
Cosa accade quando l’incastro dei copioni non è perfetto?
Conclusioni
.

Come si acquisiscono i copioni.


I “copioni di comportamento” vengono acquisiti nei primissimi anni di vita.

Li abbiamo acquisiti mettendo in atto azioni, come il piangere, per ottenere il soddisfacimento dei nostri bisogni di attenzione e di riconoscimento da parte di chi si prendeva cura di noi.

Da adulti li riproduciamo attraverso l’attivazione di schemi automatici, di cui il più delle volte siamo inconsapevoli- detti Copioni.

Il copione di vita personale.

Il copione, si alimenta nell’età adulta anche attraverso le eredità familiari: insieme di valori, regole, rituali, convenzioni, pregiudizi, convinzioni e comportamenti che ognuno di noi riceve dalla propria famiglia di origine.

Li acquisiamo a tavola quando ci dicono come mangiare e come comportarci, nelle “situazioni pubbliche” in cui ci dicono cosa dire o non dire, nella vita quotidiana guardando il comportamento della mamma nei confronti dei parenti e/o degli amici. Li acquisiamo quando ci dicono come comportarci nelle nostre relazioni interpersonali (di coppia) quando siamo ragazzini.

Al bagaglio familiare aggiungiamo anche le nostre esperienze ed i nostri punti di vista, creando i nostri valori.

Ma siamo sicuri e consapevoli che, crescendo, riusciamo a differenziarci dai copioni ricevuti in eredità dalla famiglia creando un nostro personale copione?

Sono convinta che solo chi è molto consapevole di sé riesce a distinguere tra eredità e costruzione personale.

Noi veniamo dalle nostre famiglie.

Le nostre famiglie d’origine sono le nostre radici, e questo incide enormemente in quello che siamo oggi. Abbiamo un’eredità familiare che vuoi o non vuoi ci influenza e con cui dobbiamo fare i conti.

L’eredità è composta da miti e mandati: credenze familiari, accettate da tutti in maniera indiscutibile, e che creano proprio l’identità della famiglia. Ad esempio il mito del lavoro, oppure il mito del calore familiare e della numerosità.

Quindi i figli di queste famiglie probabilmente si sentono in dovere di portare avanti le ‘prescrizioni’ proprie della famiglia. Sentono ad esempio il “dovere” di mandare avanti il lavoro della famiglia, oppure si sentono in “dovere” di creare delle famiglie numeroso .

L’influenza della famiglia in una coppia.

Spesso questi mandati familiari ci influenzano anche la scelta del partner: scegliamo inconsciamente il nostro partner in maniera “allineata” a quello che la famiglia si aspetta.

Questo non costituisce di per sé uno svantaggio o un problema, l’importante è esserne consapevoli, o arrivare ad esserne consapevoli.

Nel processo di formazione di una coppia, dunque, ognuno porta con sé un complesso bagaglio di rappresentazioni mentali. Nell’appuntamento con l’altro ciascun partner porta uno zaino pieno di schemi, immagini, fotografie, appunti che descrivono, come abbiamo detto, anche “il modo di stare con” .

Arriviamo in coppia con un prototipo di figura maschile e un prototipo di figura femminile. L’idea che noi abbiamo dell’uomo, della figura maschile, della figura paterna e l’idea della donna, della figura femminile, della figura materna, ci vengono date appunto dalla nostra famiglia.

Quindi entrambi i partner escono dallo zaino il proprio copione e lo confrontano – con quello dell’altro.

Ogni copione è collegato ad una serie complessa di emozioni, aspettative, idealizzazioni dell’altro (nella fase iniziale di innamoramento), motivazioni.

Alcune caratteristiche del partner possono risultare simili e complementari alle nostre, altre nettamente diverse.

Questi copioni sono alla base delle aspettative che abbiamo poi nei confronti del nostro partner. È naturale ed inevitabile. La consapevolezza è importante, per evitare di avanzare aspettative o spingersi in idealizzazioni dell’altro: dobbiamo avere la capacità di non idealizzare il partner in ruoli o dinamiche comportamentali che non fanno parte dell’altro e del suo modello di coppia.

Se i copioni di entrambi risultano essere complementari verranno uniti e tale fusione determinerà ed influenzerà il funzionamento della coppia: le modalità comunicative tra i partner, l’idea di come una coppia dovrebbe essere e di cosa il partner dovrebbe fare, i significati condivisi, i confini con l’esterno (soprattutto con le famiglie di origine) …

… e farà sì che ognuno:

  • possa mantenere il proprio “ruolo” (costruito nella relazione con le persone significative) come: la donna sottomessa, l’uomo forte, la donna ribelle, l’uomo di casa.
  • trovi nell’altro l’attore perfetto per la parte del co-protagonista della mia storia: “Voglio che tu sia una donna devota e sottomessa”, “Voglio che tu oltre me, sposi anche la mia famiglia”, “Ho bisogno di qualcuno che mi nutra di conferme narcisistiche”, “Ti maltratto, a te piace”,  “Il principe perfetto” , “la principessa triste”.

La formazione della coppia ed il senso di appartenenza alla coppia, inevitabilmente modificheranno, grazie all’apporto dell’altro, gli schemi originali dello “stare con” (in modo positivo o disfunzionale) dei singoli copioni, nonché il sentimento d’identità soggettiva.

Tali modifiche saranno frutto della sola fusione dei singoli copioni familiari o riceveranno anche elementi personali e unici da parte dei partner rendendoli funzionali per essa?

Cosa accade quando l’incastro dei copioni non è complementare?

L’incastro fra i copioni rusulta non-complementare quando:

  • uno dei due partner acquista una maggiore consapevolezza di sé e vuole differenziare dalle dinamiche familiari in modo unilaterale;
  • vi è la nascita del primo figlio;
  • si vive la perdita del lavoro ( da parte di un solo coniuge o di entrambi);
  • vi è l’intromissione opprimente di una famiglia sull’altra;
  • avviene la rottura di uno schema prestabilito;

Tali eventi singolarmente o tutti insieme possono far sì che la coppia perda la propria complementarietà e abbia bisogno di una rinegoziazione delle regole.

Ma cosa accade ai partner ? Si può attivare:

  •  un sentimento di confusione, dovuto all’attivazione di un gioco “non complementare”, che si verifica quando uno dei due decide arbitrariamente di rimescolare le carte in tavola.
  • una sensazione di incastro tra la rigidità dell’altro (fermo nel proprio copione familiare e personale) e l’evoluzione del partner (che vuole creare un proprio copione personale e di coppia)
  • una elaborazione consapevole nella coppia (di entrambi i partner) che porta alla creazione di regole personalizzate – personali e di coppia.

Conclusioni.

I copioni familiari e personali possono essere linee guida e fonte di scelte per la crescita personale e di coppia a patto che si riesca a riconoscerli e differenziarsi da essi.

Essere consapevoli di seguire ciecamente lo schema familiare ed esserne influenzati diventa una scelta.

Essere consapevoli di creare e costruire una coppia sulle rispettive eredità familiari ed esserne invischiati (e soffocati) diventa una scelta.

Essere consapevoli di sé stessi, riconoscere le eredità familiari, differenziarsene e creare i propri schemi è una scelta.

Essere consapevole di voler costruire una relazione di coppia unica e avente un proprio copione è una scelta.

Se vuoi lavorare con me per trovare il tuo copione personale e di coppia clicca il bottone per conoscere le diverse modalità di consulenza.

Nel video della rubrica #RELAZIONIAMOCI ti svelo qualche tecnica per iniziare questo percorso di consapevolezza.

Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico nella relazione con sé stesse o con altri.
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