[LO STRESS DA RIENTRO POST-VACANZE]

Le Ferie sono finite. Ci siamo, si ricomincia dopo la pausa estiva. Salvo rare eccezioni, sta finendo un po’ per tutti il tempo lento del relax ed iniziamo a riabbracciare (soprattutto mentalmente) tutte le attività e i compiti della nostra routine.

Non so tu, ma a me fa pensare subito allo stress ed alla cosiddetta “sindrome della domenica pomeriggio”.


In questo articolo:
Sindrome della domenica pomeriggio”
Lo stress è un riflesso delle nostre emozioni.
Una storiella
Quindi cos’è lo stress?
Quando lo stress da rientro diventa un problema.
Cosa poter fare in pratica?
Conclusioni

Sindrome della domenica pomeriggio”

Ciò che provi in questo periodo, molto probabilmente lo hai già provato durante il tanto e desiderato fine settimana, in cui proprio la domenica pomeriggio già dopo pranzo iniziamo a pensare con angoscia al giorno seguente, il lunedì. Il pensiero di una nuova settimana di lavoro e tutto lo stress che esso comporta, le situazioni spiacevoli che si possono vivere in ufficio, fanno sì che il lunedì ci sembri una giornata terrificante.

Ed ora allo stesso modo stiamo vivendo il rientro dalle vacanze sentendoci in trappola tra la sensazione di tranquillità che abbiamo conquistato durante le vacanze ed allo stress che pensiamo arriverà.

Ma seppur ne parliamo spesso, non sappiamo cosa sia realmente. Quindi con questo articolo ti propongo una definizione di stress e qualche strategia per superarlo.

Lo stress è un riflesso delle nostre emozioni.

“il mio lavoro è stressante”, “quell’amica mi stressa”, “il mio compagno mi stressa”

Ognuno di noi collega la parola stress al significato che gli attribuisce nella vita quotidiana a specifiche esperienze ponendo all’esterno la responsabilità delle emozioni spiacevoli che proviamo.

Fermati un attimo:

  • Sono le situazioni ad essere stressanti o come tu le vivi, come le percepisci e come rispondi ad esse?
  • Un’altra persona, di fronte alla stessa situazione potrebbe reagire in modo diverso?

Se affrontassi la stessa situazioni in un momento della tua vita in cui sei tranquillo, vivresti quella situazione in modo stressante?

Ciò significa che un evento stressante per qualcuno potrebbe non esserlo per altri e che uno stesso evento in fasi di vita diverse può risultare più o meno stressante.

Una storiella

La storia dei due cani è l’esempio classico di come il nostro umore, la nostra positività o la nostra negatività influenzi le nostre prospettive e le situazioni che viviamo.

Si racconta la storia di due cani, che, in momenti diversi, entrarono nella stessa stanza. Uno ne uscì scodinzolando, l’altro ne uscì ringhiando. Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro così infuriato. Con grande sorpresa scoprì che la stanza era piena di specchi. Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.
Quello che vediamo nel mondo intorno a noi è un riflesso di ciò che siamo. Tutto ciò che siamo è un riflesso di quello che abbiamo pensato. La mente è tutto. Quello che pensiamo diventiamo.

Questa storia insegna che noi siamo vediamo noi stessi riflessi negli altri e nelle situazioni: quando ci specchiamo, ovvero guardiamo gli altri o entriamo nelle varie stanze, e vediamo solo attraverso le lenti delle nostre emozioni negative, rispecchiamo nell’altro e nelle situazioni le nostre emozioni influenzandole.

Quando il cane arrabbiato entra nella stanza degli specchi è normale che si trovi davanti una marea di cani arrabbiati che gli ringhiano, ma non sono altro che il riflesso di sé.

Quindi cos’è lo stress?

“Lo stress è una risposta psicofisica a compiti anche molto diversi tra loro, di natura emotiva, cognitiva o sociale, che la persona percepisce come eccessivi.” (Seyle 1976).

Quando siamo stressati viviamo in un presente sovraccarico di emozioni da cui ci lasciamo trascinare perché percepiamo (o crediamo) che le nostre risorse siano inadeguate.

Si possono individuare almeno tre diverse forme di stress:

  • Stress periodici legati alle pressioni del lavoro, della famiglia e di altre responsabilità quotidiane.
  • Stress provocato da un improvviso cambiamento negativo, come la perdita del lavoro, un divorzio o una malattia.
  • Stress traumatico, che si verifica quando si è in grave pericolo (incidente, guerra, atto terroristico, disastro naturale, …).

Quando lo stress da rientro diventa un problema.

Ridimensionando il discorso al ritorno al lavoro dopo le vacanze, lo stress da rientro diventa negativo quando ci porta a percepire il rientro alla normalità come altamente al di sopra delle nostre capacità.

Se i nostri modi di reagire al cambiamento di tempi e attività (dalla vacanza al lavoro) sono inadeguati e sregolati, e portano corpo e mente a stare sempre in allarme.

Quando proiettiamo il nostro pensiero alle frasi:

“il mio lavoro tornerà ad essere stressante”, “quell’amica mi stresserà ancora”, “il mio compagno farà di nuovo ciò mi stressa”

Quando dentro di noi la sensazione di stress diventa cronica e si allarga a macchia d’olio a più situazioni.

Quando entriamo in ogni stanza di casa, come il cane arrabbiato, e vediamo in ogni angolo solo elementi che acuiscono la nostra rabbia.

Una volta cronicizzato, lo stress diventa altamente dannoso, poiché costringe l’organismo in una situazione di costante tensione e allarme anche quando non sarebbe necessario, pregiudicandone energie e salute.

Cosa poter fare in pratica?

Occorre attribuire significati diversi agli eventi che ci si presentano nella vita. Infatti, nel momento in cui modifichiamo il nostro pensiero su un determinato elemento, l’effetto che esso ha su di noi muterà improvvisamente.  

  • Impara ad “occuparti” invece che a “pre-occuparti”

Sia durante gli ultimi giorni di vacanza in cui inizi a riprendere i tempi della vita “di tutti i giorni” che al rientro a casa in cui conservi subito la valigia e inizi a stilare le attività da ri-attivare cerca di “occuparti” degli ostacoli o problemi solo quando si manifestano nel qui e ora, invece di “pre-occupartene”.

Anticipare mentalmente le situazioni, pensare a come potrebbe essere il ritorno in ufficio, pensare che il collega sarà ancora sgarbato non ci permette di vivere il momento presente e godercelo comporta

–          Viversi le giornate presenti in continuo allarme

–          entrare in ufficio già preoccupati e nervosi riflettendo nella situazione (di per se tranquilla) il tuo umore.

  • Ascolta i segnali della tua mente e del tuo corpo:

Lo stress può influire sul modo in cui ti senti emotivamente, mentalmente e fisicamente e può arrivare a influenzare anche il comportamento (come abbiamo visto).

Emotivamente, ti puoi sentire: sopraffatto, triste, irritabile e ferito, ansioso, indifeso e/o impaurito, frustrato e privo di autostima.

Mentalmente, ti puoi sentire preoccupato, incapace di concentrarti, in difficoltà nel prendere decisioni.

Fisicamente, infine, si possono manifestare: mal di testa, tensione muscolare o anche dolore, vertigini, disturbi del sonno, stanchezza costante, eccesso o mancanza di appetito.

Conclusioni

Avere padronanza di ciò che sentiamo non significa controllare le emozioni ma occuparci del bisogno che manifestano per ricalibrare noi stessi in ogni circostanza.

Un presente sovraccarico che logora le nostre risorse ci chiede di imparare a fare pausa e sanare la nostra relazione con la percezione delle situazioni e le nostre risorse.

Ci permette di vivere al meglio non solo il rientro dalle vacanze, ma anche la domenica pomeriggio e tutti gli eventi che noi percepiamo carichi di aspettative cronici o improvvisi.

Metti a fuoco le situazioni che ritieni stressanti.  Come hai reagito fino ad ora?  La prossima volta che ti trovi in quella situazione con quell’emozione e te ne accorgi, prova a spezzare quell’automatismo: c’è qualcosa che puoi fare di diverso? Prova!

Prenditi il tempo per osservarti e sperimentarti e se hai bisogno di un confronto a quattr’occhi mi trovi qui, oppure puoi guardare i miei percorsi individuali.

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Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico nella relazione con sé stesse o con altri.
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