[“Quali risposte ai nostri dubbi ci aiutano davvero?”]

Trovare delle risposte per i nostri dubbi.

Trovare delle risposte per i nostri dubbi. Aspettare soluzioni.Ecco cosa facciamo quando qualcosa turba il nostro equilibrio.

Alle volte domandiamo ad un amico/a, altre cerchiamo da soli una soluzione pratica che possa risolvere subito il nostro problema, altre ancora andiamo dallo psicologo.

“Scusi dottoressa, potrebbe darmi qualche consiglio? Con mio figlio non so proprio cosa fare!”

“Ma secondo te lo devo lasciare il mio ragazzo, cosa faccio?”

Che bello sarebbe se qualcuno ci dicesse cosa fare! Ci toglieremmo subito quel brutto impiccio di prendere una decisione.

Vogliamo trovare – fuori di noi/ attraverso gli altri – risposte chiare, suggerimenti utili, pareri diretti e risolutivi che ci permettano di ritrovare certezze, avere una strada da percorrere, eliminare il dubbio ritrovando il nostro equilibrio.

Ma ciò non ci è utile.

In questo articolo:
Le risposte esterne.
Le mie risposte come psicologa.
Conclusioni.

Le risposte esterne.

Le risposte sono i punti di arrivo di un’esperienza.

Chi pone la domanda ha fatto un percorso diverso: ha preso e portato con sé un bagaglio e oggetti diversi, aveva un diverso il punto di partenza, il contesto, i protagonisti e diverse saranno le strade che percorrerà, le soste che farà, il punto di arrivo e cioè le risposte o soluzioni che ha trovato e funzionano per lui.

Quando si affida all’altro il compito di fornirci delle risposte, le sue risposte, gli affidiamo la responsabilità di scegliere per noi.

Così facendo facciamo crescere il nostro senso di incompetenza verso noi stessi e la situazione d e anche il potere di chi abbiamo preso come esperto.

Noi, quindi, diventiamo dipendenti da quel sostegno.

L’altro, invece, ci aiuta davvero se ci permette

  • di fare spazio alle nostre domande con altre domande (le sue) aiutandoci ad ampliare la prospettiva.
  • di diventare reali protagonisti del nostro racconto
  • di valutare tutte le alternative secondo la nostra prospettiva.

Solo così potremo diventare realmente consapevoli di noi e autonomi, iniziando a vederci e comprenderci.

Le mie risposte come psicologa.

Se una paziente mi chiedesse di trovare delle risposte ai suoi dubbi riguardo al tema lasciare il marito per l’amante dopo un matrimonio che dura 12anni perché ora sta portando molti disagi, io non potrei assolutamente rispondere con un consiglio rispetto alla decisione da prendere.

La mia risposta conterrebbe le mie idee rispetto alle relazioni, alle caratteristiche che deve possedere il partner, alla realizzazione personale. Le mie idee parlano dei miei valori, della mia storia di vita e delle mie precedenti relazioni.

Il consiglio sarebbe non adeguato a quella persona. Nel momento in cui do un consiglio o dico a un paziente di fare o non fare una cosa, gli sto dicendo di adeguarsi al mio modo di interpretare la realtà e di conseguenza di agire nel mondo così come farei io.

Non rispondendo con un consiglio porto rispetto al paziente, amico, parente che chiedere il parere dell’esperto ma anche la mia deontologia professionale.

Ogni decisione ha bisogno di tempi di elaborazioni personali e a volte un consiglio può non arrivare al momento giusto, soprattutto dall’esterno.

Come psicologa attraverso il percorso di consulenza:

  • esploro per quali motivi il paziente non riesce a prendere delle decisioni in autonomia e sente il bisogno dei consigli di un “esperto” rendendo il paziente il vero esperto di sé e delle sue relazioni.
  • permetto di ampliare il campo delle possibilità, attraverso nuovi punti di vista, attraverso la rilettura e la co-costruzione delle emozioni, dei pensieri e delle relazioni.
  • creo nuovi punti di vista al paziente, consentendogli di guardare sé stesso e il mondo che lo circonda, con occhi nuovi. Non quelli della psicologa, ma i propri occhi in una nuova relazione con la realtà.
  • divento colei che sostiene e alimenta il processo di cambiamento o in alcuni casi lo innesca generando nuove domande e dubbi, fornendo nuovi strumenti.
  • accolgo ciò che non può essere cambiato, spiegandone la differenza con ciò che invece si può cambiare.
  • innesco un processo di autonomia rinforzando capacità di analisi delle situazioni, delle relazioni e dei propri bisogni.

La richiesta di consigli, deve rappresentare un momento riservato per sviluppare nuove capacità di risolvere i problemi, in linea con le proprie esigenze e tirando fuori nuove risorse.

Chi chiede consigli all’esterno sottovaluta il proprio bagaglio di esperienze, risorse e capacità.

Conclusioni.

Abbiamo bisogno di capire noi stessi per essere capaci di trovare un punto di vista interno alla nostra esperienza. Anche attraverso l’altro.Trovare delle risposte per i nostri dubbi attraverso noi stessi.

La consulenza psicologica è uno spazio e un tempo in cui possiamo fermarci, imparare ad ascoltarci per esplorare nuove domande:

 “cosa sento rispetto a questa cosa?

“perché reagisco così quando mio marito/moglie fa questa cosa?”

“ come vorrei reagire?”

e trovare le nostre risposte.

E, quando impariamo a credere e confidare in quello che sentiamo, diventiamo autonomi.

Io riprendo il mio cammino partendo dalla convinzione profonda che le domande siano più generative delle risposte.

Se vuoi fare un percorso con me clicca qui o scopri

Nel video della rubrica #RELAZIONIAMOCI ti svelo qualche tecnica per iniziare questo percorso di consapevolezza.

Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico nella relazione con sé stesse o con altri.
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