[Cosa significa ascoltarsi dentro?]

Se ciascuno di noi prendesse la sana abitudine di ascoltarsi dentro, si renderebbe conto che dentro di sé albergano un’infinità di sensazioni, le più contraddittorie ed insensate da un punto di vista “razionale”.

L’ascolto profondo è un modo unico e insostituibile per mettere in luce le nostre esigenze e fare chiarezza e ordine nella nostra vita. Si tratta di uno strumento che apporta consapevolezza e comprensione nella nostra quotidianità.

In questo articolo:

Cosa significa ascoltarsi? 
Consapevolezza.
Ascoltare se stessi può fare paura  
Un esercizio    

Cosa significa ascoltarsi? 

Significa fermarsi e portare l’attenzione dentro di sé, tollerando silenzio e solitudine, per diventare consapevoli di quello che stiamo pensando e di quello che stiamo sentendo in quel preciso momento. 

Significa imparare a concentrare la tua attenzione sulla mente e sul corpo in modo cosciente.

Non è semplice.

Io posso dire che ho preso da poco la medaglia da lupetto, ma ero come voi una piccola scout curiosa ed inesperta. Mi lasciavo trascinare da odori, rumori, voci esterni pensando che corrispondessero a ciò che sentivo d’avvero.

Cercavo di apporre le etichette a ciò che sentivo, ma erano tutte sbagliate!

Perché?

Ascoltavo attraverso il mio istinto colmando i bisogni superficiali, ma non mi fermavo ad ascoltarmi nel profondo.

Ascoltavo solo alcune parti di me e non tutto l’insieme.

È come se prestassi attenzione solo alla cicala pensando che il mio bisogno impellente e necessario era quello di rincorrerla, ma non alzavo la testa per ascoltare l’interno concerto della natura, i bisogni e le sensazioni che collegano totalmente mente e corpo.

Per essere pronta a riconoscere le tue risorse, per meglio adattarti ad uno stile di vita consono alla realizzazione dei tuoi obiettivi, bisogna che recuperi la piena consapevolezza, attraverso un processo continuo di ascolto interiore, inteso come la capacità di restare in contatto con il tuo vissuto e con la percezione delle tue reazioni al mondo esterno.

Consapevolezza.

Un buon ascolto interiore comporta l’auto-indagine, ovvero la messa in discussione della nostra visione del mondo e della posizione che vi occupiamo, oltre che l’apprezzamento della pienezza di ciascun momento della nostra vita. Permette di arrivare all’ auto-consapevolezza, capacità di comprendere sé stessi riuscendo a monitorare i propri sentimenti anche quando ci troviamo in un vero turbine emotivo, senza perdere il controllo.

Riuscire ad avere sempre autoconsapevolezza non è semplice: si tratta infatti di esercitare una sorta di “visione dall’alto” sul nostro panorama interiore che ci permetta di osservarci dal di fuori verso l’interno, con obiettività, anche quando sarebbe difficile.

Ascoltare sé stessi può fare paura

Possono arrivarci emozioni che non sappiamo come gestire, e questo è uno dei motivi per cui ci affanniamo tanto a stare in continuo movimento, a stordirci con musica ad alto volume, tv accesa ecc…

Possono capitarci esperienze improvvise o inaspettate, altre volte possiamo essere noi impreparati a fronteggiare questi stravolgimenti.

In quelle situazioni è come se non avessimo il vocabolario per dare un nome a quello che ci succede dentro, e per dare un senso a quello che ci accade accontentandoci della prima parola emozionale che ci è venuta in mente appiccicandocela addosso.

Per esempio: siamo in una situazione colma di tensione emotiva? Le solo emozioni che sappiamo leggere e provare sono rabbia, … e se più in profondità ci fossero anche insicurezza, paura di non sapere, irritazione rispetto ad un dettaglio non perfetto?

Riuscendo a vedere sia la cicala che il panorama dentro di noi siamo in gradi di essere in perfetto equilibrio con noi stessi nella situazione che stiamo vivendo.

Riusciamo a cogliere le sfumature delle nostre sensazioni portando a galla i veri sentimenti e bisogni, contestualizzandoli a noi e alla situazione attorno.

Se si elude il confronto con sé stessi è perché questo gli permette di accorgersi di ciò che non ci rende pienamente soddisfatti di noi costringendoci ad operare un cambiamento.

Un esercizio

Un primo passo da seguire per diventare più consapevoli di sé stessi è quello di allenarsi a osservare i nostri stessi pensieri, considerandoli per quello che sono: pensieri e basta. Noi non siamo i nostri pensieri: se impariamo a osservarli con distacco riusciremo a liberarci da schemi precostituiti che rischiano di portarci fuori strada o di fornirci degli alibi per i nostri comportamenti.

Ci sono pensieri che possono influenzare le nostre emozioni in maniera negativa e che, nascono in automatico. Quante volte ci capita, ad esempio, di dire a noi stesse “Non so fare nulla!”, oppure “è troppo difficile per me!”? Per sviluppare autoconsapevolezza, dobbiamo fare attenzione ai nostri pensieri e captarli nel momento stesso in cui ci vengono in mente.

Domandati “perché sto pensando questo”?

Sviluppare un dialogo interno tra te e te stessa potrà aiutarti ad eliminare tutti questi pensieri automatici che ti depotenziano, prendendo atto invece di quali sono le tue vere emozioni.

L’autoconsapevolezza rompe tutti i nostri schemi mentali: impara ad ascoltare la tua vera voce liberandoti di tutte quelle regole o di quei giudizi che vengono dal di fuori.

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ATTENZIONE:

Ed ecco lo schema dell’esercizio che ho raccontato nel video della rubrica #RELAZINIAMOCI ( clicca qui se ti sei persa il video e non sai di cosa sto parlando)

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